sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale e Sereno 2012 a tutti!

Cari lettori de La Scatola del Tè, vi faccio i miei più sinceri auguri di un Natale sereno e pieno di affetto.

Vi ringrazio per la fedeltà e per la generosità che mi avere dimostrato, con la speranza che il prossimo anno sia meno duro di come si stia prospettando e che veda i vostri desideri più preziosi realizzarsi.

Vi lascio con queste due immagini...




Bill Frog To The Rescue, testo ed illustrazioni di CAM (Barbara Mary Campbell), 1951


Tutte le informazioni le trovate qui.





A Christmas Carol, di Charles Dickens, illustrazione di Arthur Rackham, 1915



Potete leggere il testo integrale qui.


ANCORA UNA VOLTA BUONE FESTE!!!!!!!

venerdì 16 dicembre 2011

Acqua e tempo

Scarsa lingua di terra che orla il mare,
chiude la schiena arida dei monti;
scavata da improvvisi fiumi; morsa
dal sale come anello d'ancoraggio;
percossa dalla fersa; combattuta
dai venti che ti recano dal largo
l'alghe e le procellarie
- ara di pietra sei, tra cielo e mare
levata, dove brucia la canicola
aromi di selvagge erbe.
                                     Liguria,
l'immagine di te sempre nel cuore,
mia terra, porterò, come chi parte
il rozzo scapolare che gli appese
lagrimando la madre.
                                 Ovunque fui
nelle contrade grasse dove l'erba
simula il mare; nelle dolci terre
dove si sfa di tenerezza il cielo
su gli attoniti occhi dei canali
e van femmine molli bilanciando
secchi d'oro sull'omero - dovunque,
mi trapassò di gioia il tuo pensato
aspetto.


Quanto ti camminai ragazzo! Ad ogni
svolto che mi scopriva nuova terra,
in me balzava il cuore di Caboto
il dì che dal malcerto legno scorse
sul mare pieno di meraviglioso
nascere il Capo.


Bocconi mi buttai sui tuoi fonti,
con l'anima e i ginocchi proni, a bere.
Comunicai di te con la farina
della spiga che ti inazzurra i colli,
dimenata e stampata sulla madia,
condita dall'olivo lento, fatta
sapida dal basilico che cresce
nella tegghia e profuma le tue case.
Nei porti delle tue città cercai,
nei fungai delle tue case, l'amore,
nelle fessure dei tuoi vichi.
                                          Bevvi
alla frasca ove sosta il carrettiere,
nella cantina mucida, dal gotto
massiccio, nel cristallo
tolto dalla credenza, il tuo vin aspro
- per mangiare di te, bere di te
mescolare alla tua vita la mia
caduca.
Marchio d'amore nella carne, varia
come il tuo cielo ebbi da te l'anima, 
Liguria, che hai d'inverno 
cieli teneri come a primavera.
Brilla tra i fili della pioggia il sole,
bella che ridi
e d'improvviso in lagrime ti sciogli.
Da pause di tiepido ingannate,
s'aprono violette frettolose
sulle prode che non profumeranno.


Le petraie ventose dei tuoi monti,
l'ossame dei tuoi greti;
il tuo mare se vi trascina il sole
lo strascico che abbaglia o vi saltella
una manciata fredda di zecchini
le notti che si chiamano le barche;
i tuoi docili clivi, tocchi d'ombra
dall'oliveto pallido, canizie
benedicente a questa atroce terra:
- aspri o soavi, effimeri od eterni,
sei tu, terra, e il tuo mare, i soli volti
che s'affacciano al mio cuore deserto.


Io pagano al tuo nume sacrerei,
Liguria, se campassi della rete,
rosse triglie nell'alga boccheggianti;
o la spalliera di limoni al sole,
avessi l'orto; il testo di garofani,
non altro avessi:
i beni che tu doni ti offrirei.
L'ultimo remo, vecchio marinaio
t'appenderei.


Ché non giovano, a dir di te, parole:
il grido del gabbiano nella schiuma
la collera del mare sugli scogli
è il solo canto che s'accorda a te.


Fossi al tuo sole zolla che germoglia
il filuzzo dell'erba. Fossi pino
abbrancato al tuo tufo, cui nel crine
passa la mano ruvida aquilone.
Grappolo mi cocessi sui tuoi sassi.

                              Camillo Sbarbaro, 1922



Oggi vi parlo di terra e di acqua, di asprezza e speranza, di dolore e rinascita. Ve ne parlo attraverso una bellissima iniziativa che coinvolge tredici artisti che hanno messo a disposizione il proprio talento gratuitamente. Il progetto si chiama: "È la Liguria Terra Leggiadra", dall'omonima poesia di Cardarelli. E allora perché ho messo in apertura di questo post una poesia di Camillo Sbarbaro? Perché credo che dai versi qui sopra traspaia tutto l'amore disperato, profondo e atavicamente radicato dell'uomo per la sua terra. Una terra aspra quella ligure, battuta da vento e acque, spazzata dal Maestrale, inaridita dal sole, una cattedrale inerpicata sui clivi di faccia al mare.

Tutti sappiamo cosa è successo a Genova nelle settimane passate, abbiamo visto, sentito. L'uomo è poca cosa dinnanzi alla furia delle acque, lo abbiamo visto con i nostri occhi, nei filmati amatoriali, abbiamo dovuto fare i conti con la fragilità dell'esistenza, guardare in faccia la verità.

In momenti come questi le parole non contano, solo i fatti possono ridare vigore e dignità alla vita, ed è proprio di un agire collettivo che vi voglio parlare oggi: tredici artisti per un calendario, il cui intero ricavato andrà a Don Gallo, alla Comunità San Benedetto al Porto di Genova, perché il nostro aiuto possa arrivare ai genovesi in questi giorni di festa, anche, ma soprattutto dopo, quando avremo dimenticato...



Qui di seguito trovate l'elenco degli artisti che hanno contribuito alla creazione di questo calendario:


01 - gennaio OLIMPIA ZAGNOLI
02 - febbraio CAMBIANDO STRADA
03 - marzo MATTIA BUFFOLI
04 - aprile PAO
05 - maggio NINAMASINA
07 - luglio CECILIA RAMIERI
08 - agosto ARIANNA COLTORTI
09 - settembre MARIO CORALLO
10 - ottobre ALICUCIO
11 - novembre SILVIO GIORDANO
12 - dicembre CECILIA VIGANO’
13 - il mese che non c’era - NINA AND OTHER LITTLE THINGS

L'ideazione e la direzione artistica sono opera di Eloise Moransi, supportata dallo Stusio Paolo Bazzani.

A loro si aggiunge la voce di Camilla Ronzullo, Zelda was a writer, che ha dedicato al progetto uno scritto emozionale che vi riporto qui sotto:

"OLTRE IL MONTE DI PORTOFINO
di Camilla Ronzullo – Zelda was a writer 
Nel corso di una trasmissione televisiva realizzata per presentare Crêuza de mä, Fabrizio De André cercò di spiegare il profondo senso di precarietà che agguanta, in una morsa di dolore e fatalismo, ogni cuore abituato a vivere il mare e i suoi repentini cambi dʼumore. Lo fece in modo mirabile, elegante ed intenso. Non era nuovo a questo genere di affabulazione, ma quando iniziò a parlare di Genova e dei suoi abitanti, il discorso toccò vette di un lirismo non comune, solleticando la pancia di nuvole magicamente vicine al Divino. Le tenaci gemme incastonate nel cuore e nelle rughe dei marinai, da lui mirabilmente descritte, divennero allora qualcosa di prezioso, utile ad ornare la vita di ognuno di noi, nei giorni di risacca come in quelli di scirocco.
Riflettendo sulle incertezze della vita in mare, De André prese a citare un detto genovese, che suona allʼincirca così: Cae mugge, passou u munte de Portufin turnu franco e fantin, “Cara moglie, passato il monte di Portofino ritorno libero e scapolo. Quella trasmissione, Speciale Mixer Musica, venne trasmessa da Raidue nel luglio del 1984 e, per evidenti motivazioni anagrafiche, mi è capitato di vederla solo anni più tardi. Ricordo di avere pensato che il monte di Portofino e il suo oltre fossero molto simili allʼestensione di un giorno di cielo terso, quando il vento profuma di una sincerità che prende a schiaffi e insieme rasserena.
Il monte di Portofino mi è apparso come una siepe leopardiana, al di là della quale ipotizzare sia il disastro che la redenzione e, nei miei successivi incontri con la terra ligure – storie intime di abbracci sussurrati -, non ho mai mancato di cercare quella cresta di terra che si stagliava contro lʼorizzonte, capace di dividere i dati di fatto dallʼinfinito, con le sue incognite e i suoi doni di magia.
Per me, come per tutti quelli che giorno dopo giorno “balenano in burrasca”, il monte di Portofino è diventato la promessa di una tregua. Comunque vadano le cose, ci sarà sempre un lembo di terra che attende di esser valicato, un posto che non esclude le amare incognite della vita, ma che è capace di premiare il coraggio di chi parte e quello di chi resta. E intanto spera.
Mi piace pensare che questo calendario nasca appena oltre il monte di Portofino, simile alla pentola piena dʼoro che si trova in prossimità di un qualsiasi arcobaleno. Come sempre accade, non sono importanti né il nome del limite che si vuole oltrepassare né la specialità della favola che si insegue: contano la fiducia con cui si attende di raggiungere la meta e la certezza dei premi che sicuramente arriveranno.
Mi piace pensare che questo calendario arrivi imperfetto, un poʼ come capita alla vita, con i suoi 13 mesi invece di 12. Perché un mese venga regalato al bisogno di ricostruzione e alle cure di chi vuole con tutto se stesso che le lacrime tornino presto ad essere gocce di pioggia. Nullʼaltro che pioggia."
(©Copyright tutti diritti riservati)

Per avere maggiori informazioni sul progetto potete visitare il blog dedicato, qui

Se lo volete acquistare online, potete consultare il sito di The Kids Boutik.

Spero che anche voi possiate contribuire a questa iniziativa, ogni centesimo è importante.

venerdì 9 dicembre 2011

Editoria e Business - Salon e dintorni

Sono in aeroporto, pronta a rientrare da Parigi. Come ogni anno sono stata al Salon di Montreuil, anche se in ritardo, rischiando di non esserci affatto. Decido di scrivere questo post a caldo, senza lasciar decantare le sensazioni provate.

Se dovessi dare un sottotitolo a questo post sarebbe : la crisi chiama. Ebbene si, la crisi è arrivata anche al Salon con tutto il proprio peso da pachiderma, lo noto appena entrata, osservo le enormi superfici affittate dalle grandi case editrici, le insegne sgargianti, gli scaffali rilucenti di colori e mi chiedo: la sostanza dov'è? Dove hanno lasciato quell'atmosfera inebriante, fatta di libri unici e di voglia di fare? Cosa ne è stato di quel fermento intellettuale dei primi Salon che tanto mi aveva riscaldato il cuore? 

Faccio una brevissima digressione: a parte il primo anno in cui andai, e parlo di parecchio tempo fa, in cui rimasi accecata da tanta varierà, dalla vivacità delle iniziative e dall'atmosfera frizzante, reazione giustificata e giustificabile, debbo dire che nel corso del tempo ho sempre mantenuto costante la sensazione di benessere e di soddisfazione approdando alla fiera parigina; già lo scorso anno però avevo notato le prime palesi incongruenze, come avevo annotato qui e quest'anno, purtroppo, ho avuto conferma dei miei timori. Difatti, a parte poche eccezioni, pare che un rullo compressore sia passato sulla superficie del Salon rendendo tutto omogeneamente irriconoscibile. Una massa colorata di oggetti massificati, studiati ad hoc per attrarre lo sguardo dei più piccoli che qui, è bene ricordarlo, hanno accesso a differenza di altre fiere che restano appannaggio esclusivo di noi adulti. 

Si sa, l'editoria è anche business! Il problema nasce quando la scelta editoriale si riduce a mero business e poco più, ed è con profonda amarezza che debbo constatare il numero crescente di editori che si allineano con questa visione del proprio lavoro. Basta osservare i cataloghi per comprendere quanto l'omologazione stia lentamente prendendo piede. Ad esclusione dei soliti noti, ovviamente.

Fra le case editrici che, a mio modestissimo parere, mantengono una qualità costante e particolarmente apprezzabile, vi segnalo:

Les Grandes Personnes, cui vanno riconosciute oltre ad una cura ed un'eleganza particolari, un gusto raffinato e al contempo ironico, colto, riscontrabile sia nella sezione romanzi



che negli albi




Hélium, che prosegue con lo splendido lavoro destinato principalmente ai più piccoli, come con La Forêt du Paresseux di Anouck Boisrobert, Louis Rigaud e Sophie Strady


oppure con Un Kangourou pour Noël, di Jim Flora (importante operazione di recupero di un classico ed amatissimo autore americano)


MeMo che oltre ai propri volumi pubblica anche la preziosissima collezione de Les Trois Ourses e che, fra l'altro, quest'anno ha pubblicato un capolavoro immancabile che vi consiglio caldamente se non ne avete già copia: Drôles de Bêtes di André Hellé


Editions Notari, che confermano una importante ricerca editoriale volta a dar voce a tematiche diverse, il cui filo conduttore è la sensibilità di Paola e Luca, sempre attenti, dal gusto raffinatissimo che spazia dalle pubblicazioni di libri d'arte a quelli, non meno artistici, per bambini e ragazzi



La Joie de Lire, particolarmente attenta allo sguardo bambino, al gusto del gioco e del divertimento mai fine a se stesso, sempre volto a sviluppare lo sguardo critico dei propri lettori





L'Atelier du Poisson Soluble, dal catalogo frastagliato, pieno di chicche inattese ma anche di importanti studi di approfondimento che, quest'anno ci ha regalato uno splendido studio sui caratteri femminili negli albi illustrati, Filles d'Album, ed un altrettanto importante studio dedicato all'albo illustrato, L'Album, le Parti Pris des Images




L'Ecole des Loisirs di cui - a parte la pubblicazione di classici fondamentali, che non dovrebbero mancare nelle scaffalature di lettori, piccoli e grandi, quali i libri di Claude Ponti e di Tomi Ungerer - apprezzo particolarmente la sezione narrativa per la fascia 8-11 che in Italia risulta piuttosto scarna in quanto a qualità e varietà






Les Editions du Rouergue, anche se alcune scelte non mi sembrano sempre condivisibili, che quest'anno fra le altre cose vedono il grande ritorno di Olivier Douzou con Boucle d'Or et les Trois Ours


Termino con le Editions Thierry Magnier, che proseguono a passo spedito sia nella sezione album che in quella narrativa




Vi segnalo inoltre la recentissima pubblicazione di Le Bestiaire du Gange, originariamente edito da Tara Books, ed ora pubblicato da Actes Sud in Francia e da Salani  in Italia, per entrambe le edizioni ho potuto constatare che hanno mantenuto la bella edizione, la carta lavorata che caratterizza l'edizione indiana e il formato, lasciando inalterata la bellezza del testo originale:


Ovviamente il Salon è un momento di scambio, quasi clandestino, che avviene soprattutto negli angoli nascosti, all'ombra delle salette minuscole, fra i banchi dei caffè, negli spazi riservati alle esposizioni, ed è anche un momento di protesta, sacrosanta, dignitosa, ben declinata, illustrata con parole ed immagini in circa sei cartelloni affissi nella Rue de Paris, la via centrale che porta alla fiera: alcuni illustratori giovani e coraggiosi, mettendo nero su bianco i propri nomi e cognomi, hanno segnalato alcuni fra i problemi più gravi che infestano la via di chi, pur con volontà e tenacia, cerca di affacciarsi al mondo dell'illustrazione e/o della scrittura di libri per bambini. Naturalmente non tutti gli editori tiranneggiano i propri autori/illustratori, non tutti pretendono lavoro in cambio di una pacca sulle spalle o poco più, rimane però un panorama desolante quello che emerge da queste affissioni di denuncia. Fra coloro che iniziano questo cammino ci sono grandi talenti, persone che per anni fanno una gavetta apparentemente interminabile, persone determinate e volenterose che non mollano, che pur di continuare fanno anche tre lavori, perché non tutti hanno il papà ricco che li può mantenere fino alla soglia dei primi riconoscimenti. Ebbene, è una via dura questa, spesso frustrante, costellata di delusioni e di momenti difficili, però mi sento di dire a coloro che sono davvero determinati di non mollare, lottate, prima o poi, se lavorerete seriamente su voi stessi, se sarete disposti ad accettare le critiche costruttive e a mettervi in discussione quando è il buon momento per farlo, allora arriverà anche il vostro momento. Sono con voi.

Alle proteste si affiancano le premiazioni, e le Pepite, chiamate così quest'anno per meglio rendere l'idea del pregio delle opere selezionate, almeno così enunciano gli organizzatori.. aggiungo io: pepite anche per la difficoltà di trovare opere belle in mezzo ad un magma che tende sempre più ad uniformare le opere.

Eccovi qui l'elenco completo delle "Pepites du Salon", per categoria:


Pépite de l'album 2011
Le Roi des oiseaux,
Gwendal Le Bec,
Albin Michel Jeunesse

Qui l'elenco completo dei finalisti.

Pépite du roman ado européen 2011
Une dernière chance
Seita Parkkola, trad. Johanna Kuningas,
Actes Sud Junior (Finlande)
Qui l'elenco completo dei finalisti.

Pépite du livre d'art 2011
Mon petit théâtre de Peau d'Âne,
Marie Desplechin, Jean-Michel Othoniel,
Éditions Courtes et Longues
Qui l'elenco completo dei finalisti.

Pépite du documentaire 2011
Enfants de tous les temps, de tous les mondes,
sotto la direzione di Jérôme Baschet,
Gallimard Jeunesse / Giboulées
Qui l'elenco completo dei finalisti.
Pépite de la création numérique 2011
Un Jeu,
Hervé Tullet,
Bayard Éditions d'après
"Un livre" apparso presto le Edizioni Bayard Jeunesse

Menzione speciale 
L'Herbier des fées,
Benjamin Lacombe, Sébastien Perez, Albin Michel
e Prima Linea
Qui l'elenco completo dei finalisti.

Pépites de l'adaptation 2011
Categoria "courts et moyens métrages"
L'Homme en colère, realizzato da Anita Killi, Trollfilm AS, tratto da Sinna Mann di Gro Dahle e Svein Nyhus, Cappelen Verlag

Catégorie "séries televisées"
Nini Patalo,
realizzato da Boris Guilloteau, scritto da Lisa Mandel e Laurent Sarfati, tratto dall'opera di Lisa Mandel pubblicata dalle Edizioni Glénat

Qui 
l'elenco completo dei finalisti.

Pépite du 1er album 2011
Mäko,
Julien Béziat,
Pastel
Qui l'elenco completo dei finalisti.

Pépite de l'équipe du Salon 2011
Le Haret québécois,
Anna Boulanger,
Éditions Attila


Per terminare il discorso sul Salon vi parlerò della mostra che quest'anno era dedicata al circo: un piccolo gioiello di intelligenza e bellezza. Cinque piccoli padiglioni, tutti dedicati ad un illustratore, piccoli mondi unici, in cui il visitatore entra , si siede, osserva le opere e medita, scruta, assorbe.

Dalla collezione di Pascal Jacob, storico, scrittore, scenografo e molto altro alcuni capolavori fra cui: André FrançoisAuguste VimarMarc Chagall, e altro ancora





Di Gérard Lo Monaco erano esposte tavole e maquettes di Magique Circus Tour: un livree animé, Ed. Hélium





a seguire Frédéric Clément ed il suo Botanique Circus, ed. Albin Michel, sempre sorprendente, meravigliosi i dettagli delle sue tavole e la finezza del tratto





per proseguire con Georges Lemoine, le tavole sono quelle di Pinocchio l'Acrobatypographe, ed Gallimard Jeunesse (a causa del riverbero delle luci non sono riuscita a scattare che due fotografie di qualità decente):



per finire in bellezza ecco Sara, con le sue meravigliose immagini in carta per La Revanche du Clown, ed. Thierry Magnier





Fra uno spazio e l'altro della mostra una giostra meccanica Funambolibili, a cura dell'eclettico Benoît Jacques:


Ma l'epoca del Salon è anche un momento che regala diverse chicche. In questo periodo infatti sono tantissime le mostre imperdibili per chi visita la città. Ecco alcune delle esposizioni che ho visitato:


Giacometti e gli Etruschi, alla Pinacoteca di Parigi. Un vero capolavoro, curatissima, il raffronto fra Giacometti e gli Etruschi è commovente, entrare un punta di piedi e scoprire un sentire così simile a secoli di distanza è in qualche modo rasserenante, perché le inquietudini e le gioie degli uomini non cambiano. La modernità degli etruschi è destabilizzante, una società di cui ancora si sa così poco e che, a ben osservare, avrebbe moltissimo da insegnarci.

Edvard Munch, l'oeil moderne, al Centro Pompidou, particolarmente interessante se la tematica dell'unicità dell'opera d'arte e la riproduzione della stessa sono tematiche che vi intrigano: vi si possono vedere infatti i rifacimenti di alcune opere famose, il maniacale ripetersi di alcuni dettagli, lo stravolgimento di altri. Davvero interessante.


Danser sa Vie, sempre al Centro Pompidou, per coloro che hanno visto ed amato il film Pina, di Wenders, questa mostra è il compendio perfetto: dalle statue ti Rodin, agli schizzi di Degas, alle fotografie, alle installazioni, ai video di repertorio, alle animazioni, tutto ruota attorno alla danza, alla fascinazione che questo gesto atavicamente legato all'uomo ha scaturito in ogni epoca.


Yayoi Kusama, ancora al Centro Pompidou, la leggenda narra che le origini dell'arte di questa particolarissima artista, provengano da un'allucinazione infantile in cui, i fiori disegnati su di una tovaglia, avrebbero invaso l'intera stanza, e l'animo dell'artista stessa. Una mostra sorprendente, affascinante, in cui i procedimenti formali sono costantemente reinventati, ne uscirete cambiati!


Beauté, Morale et Volupté dans l'Angleterre d'Oscar Wilde, al Museo d'Orsay. D'accordo, confesso, mi sono anche commossa nel visitare questa mostra. Perché? Ebbene, oltre ad essere il mio soggetto di tesi di laurea, l'estetismo è un movimento che mi ha sempre profondamente affascinata, per la capacità di dar voce alla bellezza senza altro fine che questo "art for art's sakè". In questa mostra potrete ritrovare ogni possibile declinazione del movimento estetico, dal mobilio, alle tappezzerie, alle ceramiche, ai quadri, alla scultura, al famoso Yellow Book.


Matisse, Cézanne, Picasso. L'aventure des Stein, al Grand Palais. Una mostra da non perdere, della collezione Stein avevo già visto molto negli States, a più riprese, qui però trovate una vera e propria genealogia familiare, a partire da Leo, per arrivare a Gertrude; incontrerete artisti ancora sconosciuti, persi nei caffè fumosi di una Parigi di inizio novecento, subirete, spettatori, il fascino ed il gusto della scoperta di talenti incomparabili.


Des Jouets et Des Hommes, sempre al Grand Palais. Una bella mostra, se vi interessa l'argomento ovviamente, ben declinata, in cui accanto a giochi di tutte le epoche (dai greci in avanti) vengono accostati quadri, poster pubblicitari, manufatti antichi. 


Ecco alcune immagini:







Se siete interessati ad approfondire la tematica relativa ai giochi vi suggerisco le seguenti pubblicazioni:

Storia dell'Infanzia, voll. 1 e 2, a cura di Egle Becchi e Dominique Julia, Laterza, 1996;
I Giochi e gli Uomini. La Maschera e la Vertigine, di Roger Callois, Bompiani Editore, 2000;
Bambini, Abbecedari, Giocattoli, di Walter Benjamin, Archetipo Libri, 2010;
Animali Celebri. Mito e Realtà, di Michel Pastoreau, Ed. Giunti, 2009;
L'Orso. Storia di un Re Decaduto, di Michel Pastoreau, Ed. Einaudi, 2008.


Sempé, un peu de Paris et d'Ailleurs, all'Hôtel de Ville. Se amate Sempé, allora non perdete l'occasione di vedere questa vera e propria retrospettiva dell'illustratore dalla cui penna sono nati "il Piccolo Nicolas" e tanti altri personaggi straordinari, direi che è un vero e proprio must!


Per finire alcune immagini della ceramiche, e delle illustrazioni, di Joanna Concejo al Petit Atelier:






Direi che per ora è tutto!


P.S.
Aggiungo due brevi annotazioni a questo post:

- Anna Castagnoli, sul suo Le Figure dei Libri, da un interessante scorcio della sua permanenza al Salon, con anche alcune curiosità divertenti. Nel caso in cui non lo aveste ancora letto, eccovi il link: http://www.lefiguredeilibri.com/2011/12/09/cartolina-dal-salone-di-montreuil-2011/
- in merito alla brevissima bibliografia che vi ho dato sul tema uomo e giochi, qualora leggeste il francese, vi segnalo anche: "Petite Métaphysique des Jouets" di Nicolas Witkowski, Editions de la Martinière, 2011.







N.B. Le fotografie delle tavole sono riprodotte a scopo documentale, mi scuso per la non perfetta qualità delle stesse. Copyright© testo e immagini sono proprietà intellettuale riservata dei rispettivi proprietari e/o aventi diritto, ogni loro riproduzione è severamente vietata.