Sono in aeroporto, pronta a rientrare da Parigi. Come ogni anno sono stata al
Salon di Montreuil, anche se in ritardo, rischiando di non esserci affatto. Decido di scrivere questo post a caldo, senza lasciar decantare le sensazioni provate.
Se dovessi dare un sottotitolo a questo post sarebbe : la crisi chiama. Ebbene si, la crisi è arrivata anche al Salon con tutto il proprio peso da pachiderma, lo noto appena entrata, osservo le enormi superfici affittate dalle grandi case editrici, le insegne sgargianti, gli scaffali rilucenti di colori e mi chiedo: la sostanza dov'è? Dove hanno lasciato quell'atmosfera inebriante, fatta di libri unici e di voglia di fare? Cosa ne è stato di quel fermento intellettuale dei primi Salon che tanto mi aveva riscaldato il cuore?
Faccio una brevissima digressione: a parte il primo anno in cui andai, e parlo di parecchio tempo fa, in cui rimasi accecata da tanta varierà, dalla vivacità delle iniziative e dall'atmosfera frizzante, reazione giustificata e giustificabile, debbo dire che nel corso del tempo ho sempre mantenuto costante la sensazione di benessere e di soddisfazione approdando alla fiera parigina; già lo scorso anno però avevo notato le prime palesi incongruenze, come avevo annotato
qui e quest'anno, purtroppo, ho avuto conferma dei miei timori. Difatti, a parte poche eccezioni, pare che un rullo compressore sia passato sulla superficie del Salon rendendo tutto omogeneamente irriconoscibile. Una massa colorata di oggetti massificati, studiati ad hoc per attrarre lo sguardo dei più piccoli che qui, è bene ricordarlo, hanno accesso a differenza di altre fiere che restano appannaggio esclusivo di noi adulti.
Si sa, l'editoria è anche business! Il problema nasce quando la scelta editoriale si riduce a mero business e poco più, ed è con profonda amarezza che debbo constatare il numero crescente di editori che si allineano con questa visione del proprio lavoro. Basta osservare i cataloghi per comprendere quanto l'omologazione stia lentamente prendendo piede. Ad esclusione dei soliti noti, ovviamente.
Fra le case editrici che, a mio modestissimo parere, mantengono una qualità costante e particolarmente apprezzabile, vi segnalo:
Les Grandes Personnes, cui vanno riconosciute oltre ad una cura ed un'eleganza particolari, un gusto raffinato e al contempo ironico, colto, riscontrabile sia nella sezione romanzi
Hélium, che prosegue con lo splendido lavoro destinato principalmente ai più piccoli, come con
La Forêt du Paresseux di Anouck Boisrobert, Louis Rigaud e Sophie Strady
oppure con Un Kangourou pour Noël, di Jim Flora (importante operazione di recupero di un classico ed amatissimo autore americano)
MeMo che oltre ai propri volumi pubblica anche la preziosissima collezione de
Les Trois Ourses e che, fra l'altro, quest'anno ha pubblicato un capolavoro immancabile che vi consiglio caldamente se non ne avete già copia:
Drôles de Bêtes di André Hellé
Editions Notari, che confermano una importante ricerca editoriale volta a dar voce a tematiche diverse, il cui filo conduttore è la sensibilità di Paola e Luca, sempre attenti, dal gusto raffinatissimo che spazia dalle pubblicazioni di libri d'arte a quelli, non meno artistici, per bambini e ragazzi
La Joie de Lire, particolarmente attenta allo sguardo bambino, al gusto del gioco e del divertimento mai fine a se stesso, sempre volto a sviluppare lo sguardo critico dei propri lettori
L'Atelier du Poisson Soluble, dal catalogo frastagliato, pieno di chicche inattese ma anche di importanti studi di approfondimento che, quest'anno ci ha regalato uno splendido studio sui caratteri femminili negli albi illustrati,
Filles d'Album, ed un altrettanto importante studio dedicato all'albo illustrato,
L'Album, le Parti Pris des Images
L'Ecole des Loisirs di cui - a parte la pubblicazione di classici fondamentali, che non dovrebbero mancare nelle scaffalature di lettori, piccoli e grandi, quali i libri di Claude Ponti e di Tomi Ungerer - apprezzo particolarmente la sezione narrativa per la fascia 8-11 che in Italia risulta piuttosto scarna in quanto a qualità e varietà
Les Editions du Rouergue, anche se alcune scelte non mi sembrano sempre condivisibili, che quest'anno fra le altre cose vedono il grande ritorno di Olivier Douzou con
Boucle d'Or et les Trois Ours

Termino con le
Editions Thierry Magnier, che proseguono a passo spedito sia nella sezione album che in quella narrativa
Vi segnalo inoltre la recentissima pubblicazione di
Le Bestiaire du Gange, originariamente edito da
Tara Books, ed ora pubblicato da Actes Sud in Francia e da
Salani in Italia, per entrambe le edizioni ho potuto constatare che hanno mantenuto la bella edizione, la carta lavorata che caratterizza l'edizione indiana e il formato, lasciando inalterata la bellezza del testo originale:

Ovviamente il Salon è un momento di scambio, quasi clandestino, che avviene soprattutto negli angoli nascosti, all'ombra delle salette minuscole, fra i banchi dei caffè, negli spazi riservati alle esposizioni, ed è anche un momento di protesta, sacrosanta, dignitosa, ben declinata, illustrata con parole ed immagini in circa sei cartelloni affissi nella Rue de Paris, la via centrale che porta alla fiera: alcuni illustratori giovani e coraggiosi, mettendo nero su bianco i propri nomi e cognomi, hanno segnalato alcuni fra i problemi più gravi che infestano la via di chi, pur con volontà e tenacia, cerca di affacciarsi al mondo dell'illustrazione e/o della scrittura di libri per bambini. Naturalmente non tutti gli editori tiranneggiano i propri autori/illustratori, non tutti pretendono lavoro in cambio di una pacca sulle spalle o poco più, rimane però un panorama desolante quello che emerge da queste affissioni di denuncia. Fra coloro che iniziano questo cammino ci sono grandi talenti, persone che per anni fanno una gavetta apparentemente interminabile, persone determinate e volenterose che non mollano, che pur di continuare fanno anche tre lavori, perché non tutti hanno il papà ricco che li può mantenere fino alla soglia dei primi riconoscimenti. Ebbene, è una via dura questa, spesso frustrante, costellata di delusioni e di momenti difficili, però mi sento di dire a coloro che sono davvero determinati di non mollare, lottate, prima o poi, se lavorerete seriamente su voi stessi, se sarete disposti ad accettare le critiche costruttive e a mettervi in discussione quando è il buon momento per farlo, allora arriverà anche il vostro momento. Sono con voi.
Alle proteste si affiancano le premiazioni, e le Pepite, chiamate così quest'anno per meglio rendere l'idea del pregio delle opere selezionate, almeno così enunciano gli organizzatori.. aggiungo io: pepite anche per la difficoltà di trovare opere belle in mezzo ad un magma che tende sempre più ad uniformare le opere.
Eccovi qui l'elenco completo delle "Pepites du Salon", per categoria:
| | Pépite de l'album 2011 Le Roi des oiseaux,
Gwendal Le Bec,
Albin Michel Jeunesse
Qui l'elenco completo dei finalisti. |
| | Pépite du roman ado européen 2011 Une dernière chance, Seita Parkkola, trad. Johanna Kuningas,
Actes Sud Junior (Finlande) Qui l'elenco completo dei finalisti. |
| | Pépite du livre d'art 2011 Mon petit théâtre de Peau d'Âne,
Marie Desplechin, Jean-Michel Othoniel,
Éditions Courtes et Longues Qui l'elenco completo dei finalisti. |
| | Pépite du documentaire 2011 Enfants de tous les temps, de tous les mondes,
sotto la direzione di Jérôme Baschet,
Gallimard Jeunesse / Giboulées Qui l'elenco completo dei finalisti. |
| | Pépite de la création numérique 2011 Un Jeu,
Hervé Tullet,
Bayard Éditions d'après
"Un livre" apparso presto le Edizioni Bayard Jeunesse
Menzione speciale L'Herbier des fées, Benjamin Lacombe, Sébastien Perez, Albin Michel e Prima Linea Qui l'elenco completo dei finalisti. |
| | Pépites de l'adaptation 2011 Categoria "courts et moyens métrages"
L'Homme en colère, realizzato da Anita Killi, Trollfilm AS, tratto da Sinna Mann di Gro Dahle e Svein Nyhus, Cappelen Verlag |
| | Catégorie "séries televisées" Nini Patalo,
realizzato da Boris Guilloteau, scritto da Lisa Mandel e Laurent Sarfati, tratto dall'opera di Lisa Mandel pubblicata dalle Edizioni Glénat
Qui l'elenco completo dei finalisti. |
| | Pépite du 1er album 2011 Mäko,
Julien Béziat,
Pastel Qui l'elenco completo dei finalisti. |
| | Pépite de l'équipe du Salon 2011 Le Haret québécois,
Anna Boulanger,
Éditions Attila |
Per terminare il discorso sul Salon vi parlerò della mostra che quest'anno era dedicata al circo: un piccolo gioiello di intelligenza e bellezza. Cinque piccoli padiglioni, tutti dedicati ad un illustratore, piccoli mondi unici, in cui il visitatore entra , si siede, osserva le opere e medita, scruta, assorbe.
Dalla collezione di Pascal Jacob, storico, scrittore, scenografo e molto altro alcuni capolavori fra cui:
André François,
Auguste Vimar,
Marc Chagall, e altro ancora
Di Gérard Lo Monaco erano esposte tavole e maquettes di
Magique Circus Tour: un livree animé, Ed. Hélium
a seguire Frédéric Clément ed il suo
Botanique Circus,
ed. Albin Michel, sempre sorprendente, meravigliosi i dettagli delle sue tavole e la finezza del tratto
per proseguire con Georges Lemoine, le tavole sono quelle di
Pinocchio l'Acrobatypographe, ed Gallimard Jeunesse (a causa del riverbero delle luci non sono riuscita a scattare che due fotografie di qualità decente):
per finire in bellezza ecco Sara, con le sue meravigliose immagini in carta per
La Revanche du Clown, ed. Thierry Magnier
Fra uno spazio e l'altro della mostra una giostra meccanica Funambolibili, a cura dell'eclettico
Benoît Jacques:
Ma l'epoca del Salon è anche un momento che regala diverse chicche. In questo periodo infatti sono tantissime le mostre imperdibili per chi visita la città. Ecco alcune delle esposizioni che ho visitato:
Giacometti e gli Etruschi, alla Pinacoteca di Parigi. Un vero capolavoro, curatissima, il raffronto fra Giacometti e gli Etruschi è commovente, entrare un punta di piedi e scoprire un sentire così simile a secoli di distanza è in qualche modo rasserenante, perché le inquietudini e le gioie degli uomini non cambiano. La modernità degli etruschi è destabilizzante, una società di cui ancora si sa così poco e che, a ben osservare, avrebbe moltissimo da insegnarci.
Edvard Munch, l'oeil moderne, al Centro Pompidou, particolarmente interessante se la tematica dell'unicità dell'opera d'arte e la riproduzione della stessa sono tematiche che vi intrigano: vi si possono vedere infatti i rifacimenti di alcune opere famose, il maniacale ripetersi di alcuni dettagli, lo stravolgimento di altri. Davvero interessante.
Danser sa Vie, sempre al Centro Pompidou, per coloro che hanno visto ed amato il film Pina, di Wenders, questa mostra è il compendio perfetto: dalle statue ti Rodin, agli schizzi di Degas, alle fotografie, alle installazioni, ai video di repertorio, alle animazioni, tutto ruota attorno alla danza, alla fascinazione che questo gesto atavicamente legato all'uomo ha scaturito in ogni epoca.
Yayoi Kusama, ancora al Centro Pompidou, la leggenda narra che le origini dell'arte di questa particolarissima artista, provengano da un'allucinazione infantile in cui, i fiori disegnati su di una tovaglia, avrebbero invaso l'intera stanza, e l'animo dell'artista stessa. Una mostra sorprendente, affascinante, in cui i procedimenti formali sono costantemente reinventati, ne uscirete cambiati!
Beauté, Morale et Volupté dans l'Angleterre d'Oscar Wilde, al Museo d'Orsay. D'accordo, confesso, mi sono anche commossa nel visitare questa mostra. Perché? Ebbene, oltre ad essere il mio soggetto di tesi di laurea, l'estetismo è un movimento che mi ha sempre profondamente affascinata, per la capacità di dar voce alla bellezza senza altro fine che questo "art for art's sakè". In questa mostra potrete ritrovare ogni possibile declinazione del movimento estetico, dal mobilio, alle tappezzerie, alle ceramiche, ai quadri, alla scultura, al famoso
Yellow Book.
Matisse, Cézanne, Picasso. L'aventure des Stein, al Grand Palais. Una mostra da non perdere, della collezione Stein avevo già visto molto negli States, a più riprese, qui però trovate una vera e propria genealogia familiare, a partire da Leo, per arrivare a Gertrude; incontrerete artisti ancora sconosciuti, persi nei caffè fumosi di una Parigi di inizio novecento, subirete, spettatori, il fascino ed il gusto della scoperta di talenti incomparabili.
Des Jouets et Des Hommes, sempre al Grand Palais. Una bella mostra, se vi interessa l'argomento ovviamente, ben declinata, in cui accanto a giochi di tutte le epoche (dai greci in avanti) vengono accostati quadri, poster pubblicitari, manufatti antichi.
Ecco alcune immagini:
Se siete interessati ad approfondire la tematica relativa ai giochi vi suggerisco le seguenti pubblicazioni:
Storia dell'Infanzia, voll. 1 e 2, a cura di Egle Becchi e Dominique Julia, Laterza, 1996;
I Giochi e gli Uomini. La Maschera e la Vertigine, di Roger Callois, Bompiani Editore, 2000;
Bambini, Abbecedari, Giocattoli, di Walter Benjamin, Archetipo Libri, 2010;
Animali Celebri. Mito e Realtà, di Michel Pastoreau, Ed. Giunti, 2009;
L'Orso. Storia di un Re Decaduto, di Michel Pastoreau, Ed. Einaudi, 2008.
Sempé, un peu de Paris et d'Ailleurs, all'Hôtel de Ville. Se amate Sempé, allora non perdete l'occasione di vedere questa vera e propria retrospettiva dell'illustratore dalla cui penna sono nati "il Piccolo Nicolas" e tanti altri personaggi straordinari, direi che è un vero e proprio must!
Per finire alcune immagini della ceramiche, e delle illustrazioni, di Joanna Concejo al
Petit Atelier:
Direi che per ora è tutto!
P.S.
Aggiungo due brevi annotazioni a questo post:
- Anna Castagnoli, sul suo Le Figure dei Libri, da un interessante scorcio della sua permanenza al Salon, con anche alcune curiosità divertenti. Nel caso in cui non lo aveste ancora letto, eccovi il link: http://www.lefiguredeilibri.com/2011/12/09/cartolina-dal-salone-di-montreuil-2011/
- in merito alla brevissima bibliografia che vi ho dato sul tema uomo e giochi, qualora leggeste il francese, vi segnalo anche: "Petite Métaphysique des Jouets" di Nicolas Witkowski, Editions de la Martinière, 2011.
N.B. Le fotografie delle tavole sono riprodotte a scopo documentale, mi scuso per la non perfetta qualità delle stesse. Copyright© testo e immagini sono proprietà intellettuale riservata dei rispettivi proprietari e/o aventi diritto, ogni loro riproduzione è severamente vietata.